Giornata internazionale dei musei - L'antico Mouseion greco, il Thesaurus e l'esperienza museale contemporanea

Giornata internazionale dei musei

Il museo è il punto d'incontro per eccellenza tra cultura, storia, conoscenza e memoria.

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, diamo uno sguardo al passato greco antico, dove troviamo l'etimologia della parola. Ma cos'era in origine il Mouseion?

Per gli antichi greci, il Mouseion si riferiva allo spazio fisico dedicato alle Muse. In questi luoghi veniva solitamente costruito un altare o un piccolo tempio in loro onore. Secondo le testimonianze, sul monte Elicona (la residenza delle Muse) esisteva un boschetto sacro dedicato alle Muse eliconiche, dove si celebravano i Mouseia, gare di poesia e musica. Notiamo quindi che nell'antichità il termine Mouseion era associato esclusivamente al culto delle nove divinità, figlie di Zeus e di Mnemosine.

Ciò solleva una domanda ragionevole: Nell'antica Grecia esistevano spazi con una funzione simile a quella dei musei di oggi?

I primi segni di collezionismo, conservazione ed esposizione di oggetti e opere d'arte possono essere fatti risalire all'antichità. Già nei palazzi minoici, i doni di valore inestimabile provenienti da persone di alto rango erano destinati a essere esposti in esclusiva a una ristretta cerchia di intimi del sovrano. Un altro esempio simile è rappresentato dagli antichi templi greci, da Delfi a Olimpia e Delo, dove veniva accumulata una grande varietà di offerte votive, tra cui statue, gioielli, vasi e altre dediche dei fedeli alle dodici divinità dell'Olimpo.

Potremmo distinguere un tipo particolare di edificio che forse si avvicina di più al concetto di museo come involucro architettonico che ospita una collezione di oggetti. Il thesaurus a forma di tempio veniva costruito nei pressi dei principali santuari dell'antichità e, insieme al suo contenuto - una moltitudine di preziosi ex voto - costituiva l'offerta di una città agli dei, mostrando il suo potere e il suo prestigio a livello panellenico.

Il museo come istituzione, nella sua forma attuale, si è gradualmente cristallizzato nel tempo, a partire dal XV secolo. I moderni progressi tecnologici, tuttavia, hanno trasformato radicalmente l'esperienza del visitatore.

Dalla tradizionale contemplazione passiva degli oggetti esposti, si passa ora al coinvolgimento attivo del pubblico attraverso visite virtuali, applicazioni interattive e ambienti immersivi che migliorano gli aspetti educativi e di intrattenimento di una visita. Soprattutto, migliorano l'accessibilità. Un esempio spettacolare di questa trasformazione è il Pergamon Panorama creato dall'artista Yadegar Asisi in collaborazione con i Musei statali di Berlino, dove l'uso di animazione, tecnologia 3D e projection mapping cerca di ricreare la vita a Pergamo nel 129 d.C..

MOPTIL, in collaborazione con il Museo Benaki, ha creato l'applicazione Benaki 1821! Utilizzando la realtà aumentata (AR), i modelli 3D e le tecnologie di gioco, l'applicazione fa rivivere in tempo reale le battaglie e gli eventi storici che hanno segnato la rivoluzione greca. Inoltre, crea mostre virtuali e visite aumentate al museo che stimolano i visitatori ad approfondire la conoscenza del passato.

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